NEWS&PRESS

Impresa 4.0: e tu che fai?

120 imprenditori al Convegno alla Fiorini International



MARIA GIOVANNA GALLO



DATA DI PUBBLICAZIONE
Venerdi 20 Ottobre 2017, ore 13:00


PAROLE CHIAVE
Comunicati


IMMAGINE


STAMPA
Versione stampabile

Ancona, 20 ottobre 2017 – Sala gremita ieri sera alla Fiorini International di Trecastelli ospiti dell’imprenditore Luigi Fiorini, presidente dell’azienda, per il Convegno “Impresa 4.0: e tu cosa fai?”.  Si è trattato del “primo appuntamento importante che organizziamo come Confindustria Marche Nord” come ha sottolineato Claudio Schiavoni nei saluti di apertura – “vedo un folto pubblico di imprenditori sia di Pesaro che di Ancona e questo mi riempie di soddisfazione. Il tema di grande interesse, il relatore di eccezione e la grande risposta delle aziende ci conferma che siamo sulla strada giusta. La digitalizzazione non è solo una questione in mano ai tecnici ma riguarda le nuove visioni di chi guida le imprese, perché significa poter sviluppare nuovi business”.

 

“Stiamo crescendo attraverso la nostra capacità di innovare – è stata la testimonianza dell’ingegner Luigi Fiorini, presidente di Fiorini International – e così possono fare tutte le imprese, a prescindere dalla loro dimensione e in tutti i settori, anche quelli considerati maturi. Bisogna accelerare perché ogni tecnologia può dare una risposta puntuale alla necessità di crescere”.

Filippo Schittone, Vice Direttore Generale di Confindustria Marche Nord con delega all’innovazione ha fatto un breve excursus sull’impegno del Sistema Confindustria nella definizione del Piano Calenda che per la prima volta da anni destina “Le ultime due finanziarie pesano 80 miliardi di euro e circa 40 miliardi sono destinati all’industria. Abbiamo finalmente una politica industriale su fattori e non su settori merceologici nel nostro Paese - ha spiegato Schittone - e questo grazie anche al contributo della nostra associazione, che già in tempi non sospetti aveva iniziato a mappare le esigenze digitali delle imprese. Il che ha significato che quando il Ministro Calenda ci ha interpellati, noi eravamo pronti a rispondere e le richieste delle industrie sono state recepite dal Piano. Come Confindustria Marche Nord ci apriremo a un dialogo più continuo con gli associati, favorendo anche un collegamento più solido con il sistema universitario e i centri di conoscenza”.

 

Ma Industria 4.0 non può essere ridotta all’utilizzo degli strumenti e degli incentivi proposti: rappresenta un drastico cambiamento culturale che deve partire dagli imprenditori stessi. A cui il professor Giovanni Miragliotta, direttore dell’Osservatorio Smart Manufacturing del Politecnico di Milano, ha spiegato che questa quarta rivoluzione industriale non solo è inevitabile, ma come tutte le rivoluzioni lascerà per terra morti e feriti … “Abbiamo davanti un orizzonte temporale di 10, massimo 15 anni: per allora dobbiamo aver imparato a gestire tante tecnologie diverse, tutte estremamente complesse e articolate. Ecco perché non c’è tempo da perdere”.

Come si fa dunque a diventare un’industria 4.0?

Il primo passaggio è essere già un’azienda sufficientemente digitalizzata, ovvero avere già una buona base da cui partire. Il secondo passo è fare pratica. “E’ tutto nuovo! Bisogna sperimentare le nuove tecnologie ma senza fare tutti la stessa cosa” . Ed ecco il terzo passo: diventare maestro, ovvero metterci qualcosa di tuo.

Tantissimi gli stimoli che il professo Miragliotta ha lanciato all’attenta platea, ma tra tutti uno molto forte: bisogna credere nei dati. “Troppo spesso quando prendiamo decisioni ci affidiamo alla pancia, alle sensazioni, agli stregoni … dobbiamo invece ripartire dal patrimonio informativo dell’azienda, imparare interpretarli e da questi dati estrarre e processare informazioni: per il mondo dei dati al mondo produttivo”.

Un ultimo suggerimento riguarda l’innovazione: “Esistono due tipi di innovazione, quella di continuità e quella a disruptive: fatele entrambe ma fatele fare a team diversi”.