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L’imposta di soggiorno? Di fatto si traduce nell’ennesimo prelievo alle aziende!

La proposta di istituire la tassa di soggiorno all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale di Fabriano suscita l’indignazione degli industriali. Parla Morgan Clementi, Presidente del Comitato territoriale fabrianese di Confindustria



MARIA GIOVANNA GALLO



DATA DI PUBBLICAZIONE
Venerdi 23 Marzo 2018, ore 14:42


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Fabriano, 23 marzo 2018 - “Non bastava la Tari … il 28 marzo è all’ordine del giorno del Consiglio Comunale l’approvazione dell’imposta di soggiorno. L’ennesimo prelievo alle aziende, questa volta mascherato da tassa sul turismo” così Morgan Clementi, presidente del Comitato Territoriale del fabrianese di Confindustria.

“Mi spiace deludere chi la pensa diversamente ma Fabriano non è una città principalmente vocata al turismo! – continua Clementi - La manifattura continua a rimanere elemento trainante del territorio e la maggioranza delle persone che arrivano a Fabriano e pernottano lo fanno per motivi di lavoro, durante la settimana. Sono i clienti e i fornitori che le nostre aziende ospitano nelle strutture ricettive del territorio. Ecco perché risultano molte presenza anche internazionali … non certo perché – come si legge nella bozza di regolamento che verrà proposta al Consiglio Comunale -  rappresenta un’importante meta del turismo nazionale e internazionale ….!

Da qui il passo logico è breve: la tassa di soggiorno è di fatto a carico delle aziende locali.

Ma il disappunto degli industriali non finisce qui. “Non siamo neanche stati invitati alla presentazione del bilancio come era buona e consolidata consuetudine in passato. Ci aspettiamo che anche in questa occasione ci convochino per un confronto costruttivo che da sempre caratterizza il nostro rapporto con le amministrazione pubbliche su tutto il territorio provinciale”.

E ancora: “I proventi della tassa di soggiorno dovrebbero andare a migliorare turismo, beni culturali, ambientali e servizi pubblici locali … ma si crede davvero che 80.000 euro (la cifra che il Comune prevede di incassare dall’imposta) siano sufficienti a trasformare Fabriano in una città turisticamente attraente? – conclude Clementi - Prima di parlare di tasse, perché non si mette in piedi una programmazione seria che possa attrarre turisti in tutto il comprensorio anche al di fuori di pochi, sporadici eventi che pur essendo importanti non possono rappresentare l’unica leva turistica?. Come Confindustria siamo disposti a proseguire il dialogo sulla programmazione di attività e progettualità di Fabriano anche sul settore del turismo”.