NEWS&PRESS

INPS: esonero contributivo ex art.1, commi da 306 a 308, L. n.178/2020

Esonero per le aziende che non chiedono trattamenti di integrazione salariale



RELAZIONI INDUSTRIALI E RISORSE UMANE



DATA DI PUBBLICAZIONE
Martedi 23 Febbraio 2021, ore 9:30


PAROLE CHIAVE
Notizie Tecniche, Risorse Umane, Lavoro e Relazioni Industriali


ALLEGATI
inps circolare n. 30 del 19-02-2021.pdf (244.2KB)


STAMPA
Versione stampabile

L’INPS, con circolare n. 30 del 19 febbraio 2021, in allegato, fornisce le prime indicazioni per l’applicazione dell’esonero contributivo per l’ulteriore periodo massimo di 8 settimane fruibili entro il 31 marzo 2021, previsto, per le aziende che non chiedono trattamenti di integrazione salariale, dall’articolo 1, commi da 306 a 308, della legge n. 178/2020 (legge di Bilancio 2021).

Con riferimento ai datori di lavoro che possono beneficiare dell’esonero, l’Istituto precisa che i datori di lavoro privati devono aver fruito, anche parzialmente, nel mese di maggio e/o giugno 2020, degli interventi di integrazione salariale (trattamenti ordinari di integrazione salariale, assegni ordinari e trattamenti di integrazione salariale in deroga), riconosciuti secondo la disciplina posta in relazione all’emergenza epidemiologica da COVID-19. In particolare, i datori di lavoro possono beneficiare dell’esonero per le medesime matricole per le quali hanno fruito dei trattamenti sopra richiamati.

Inoltre, qualora il datore di lavoro decida di accedere all’esonero in trattazione, non potrà avvalersi, nella medesima unità produttiva, di eventuali ulteriori trattamenti di integrazione salariale collegati all’emergenza da COVID-19 e chiesti ai sensi della legge n. 178/2020 (per la durata massima di dodici settimane, da collocarsi nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e il 31 marzo 2021, per i trattamenti di cassa integrazione ordinaria, e nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e il 30 giugno 2021, per i trattamenti di assegno ordinario e di cassa integrazione salariale in deroga).

Ancora, in considerazione di quanto disposto dal comma 307 dell’art. 1 della legge n. 178/2020, l’esonero contributivo può essere riconosciuto al datore di lavoro che rinunci alla fruizione del residuo di esonero di cui all’art. 12, comma 14, del decreto-legge n. 137/2020 e non intenda avvalersi dei trattamenti di integrazione salariale di cui alla legge n. 178/2020. L’INPS preannuncia che, con successivo messaggio, saranno fornite indicazioni concernenti le domande di integrazione salariale eventualmente presentate a seguito di rinuncia totale o parziale all’esonero di cui all’art. 12, comma 14, del decreto-legge n. 137/2020.

L'importo dell'agevolazione è pari alla contribuzione a carico del datore di lavoro (con le eccezioni previste) non versata in relazione alle ore di fruizione dei trattamenti di integrazione salariale nei mesi di maggio e/o giugno 2020.

L’Istituto sottolinea che l’applicazione del beneficio è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea, come previsto dal comma 308 del menzionato articolo 1 della legge n. 178/2020. Con apposito messaggio, che verrà pubblicato all’esito dell’autorizzazione della Commissione europea, l’Istituto emanerà le istruzioni per la fruizione del beneficio in oggetto, con particolare riguardo alle modalità di compilazione delle dichiarazioni contributive da parte dei datori di lavoro.