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Accordo di partenariato economico UE/Giappone

A 6 mesi dall’entrata in vigore dell’accordo, il Comitato congiunto UE/Giappone sulle regole di origine ha concordato una serie di azioni finalizzate a garantirne un migliore utilizzo da parte degli operatori



UMBERTO MARTELLI



DATA DI PUBBLICAZIONE
Lunedi 5 Agosto 2019, ore 8:52


PAROLE CHIAVE
Notizie Tecniche, Internazionalizzazione, Markexport


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L’accordo di libero scambio tra UE e Giappone, in vigore dal 1° febbraio scorso, consente ai prodotti di origine preferenziale UE di essere importati in Giappone (e viceversa ai prodotti di origine preferenziale giapponese di essere importati nella UE) beneficiando di un trattamento daziario preferenziale.

Questo sistema è legato ad obblighi applicativi formali tra cui l’iscrizione al sistema di registrazione REX da parte degli esportatori comunitari (vale la pena ricordare che alla data attuale l’utilizzo dell’attestazione di origine di esportatori registrati è in uso, oltre che nell’accordo UE/Giappone, anche in quello UE/Canada (CETA). Nell’ambito dei predetti accordi non è quindi prevista la prova di origine preferenziale rappresentata dal certificato EUR 1) e l’individuazione della specifica regola di origine che conferisce al prodotto venduto il carattere originario preferenziale.

Nei primi 6 mesi di vigenza dell’accordo queste regole sono state applicate in modo non omogeneo e tendenzialmente restrittivo, soprattutto in Giappone, causando serie difficoltà agli operatori europei.

Le parti, riunitesi a Bruxelles lo scorso 26 giugno, hanno condiviso una serie di semplificazioni e chiarimenti di cui l’Agenzia delle Dogane ha dato notizia con la nota n. 93087 del 30 luglio 2019.

Quanto al Giappone, si è concordato che a decorrere dal 1° agosto 2019 verrà applicata una procedura semplificata provvisoria in virtù della quale l’attestazione di origine dovrà essere considerata sufficiente al fine dell’ottenimento del trattamento preferenziale. Pertanto, le autorità doganali giapponesi non potranno chiedere all’importatore informazioni supplementari oltre a quelle previste nell’attestazione citata, né dovranno essere fornite le ragioni del fatto per cui non vengono fornite ulteriori informazioni. Allo stesso modo, gli esportatori UE non saranno obbligati a fornire ulteriori informazioni rispetto alla dichiarazione di origine e l’assenza di tali spiegazioni non potrà avere come conseguenza il mancato riconoscimento del trattamento preferenziale.

E’ stato inoltre previsto che la procedura semplificata entrerà in vigore in via definitiva a partire dal 1° dicembre 2019. Allo stato attuale non sono state ancora definite le specifiche tecniche. Probabilmente - osservano le Dogane - verrà richiesto l’inserimento di un codice predeterminato nella dichiarazione doganale di importazione a cui collegare un documento in cui potranno essere inserite  informazioni aggiuntive rispetto all’attestazione di origine.

Per quanto riguarda invece la UE, i servizi della commissione si sono impegnati a chiarire i seguenti aspetti:

  • la dichiarazione di origine può riguardare più spedizioni (come previsto dall’art. 3.17.5 (b) dell’accordo);
  • l’attestazione di origine da parte dell’esportatore deve essere considerata sufficiente per ottenere il riconoscimento della preferenza;
  • l’attestazione di origine è valida anche se non riporta la firma dell’esportatore o il timbro aziendale;
  • il numero REX è rilevante esclusivamente per gli esportatori UE mentre gli esportatori giapponesi inseriranno nella loro dichiarazione di origine il Japan Corporate Number;
  • la richiesta di trattamento daziario preferenziale può essere rilasciata anche sulla base della “conoscenza dell’importatore” conformemente all’art. 3.18 dell’accordo (si veda nostra circolare del 28 gennaio 2019).

Le parti hanno inoltre concordato che l’attestazione di origine potrà essere stampata su un documento separato e diverso dalla fattura, a condizione che la fattura o qualsiasi altro documento commerciale faccia riferimento a detto documento che quindi sarà considerato parte integrante della fattura.