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Scortichini: se non si interviene subito il turismo morirà

Serve un decreto specifico per il settore, le misure messe in campo sono insufficienti



MARIA GIOVANNA GALLO



DATA DI PUBBLICAZIONE
Lunedi 18 Maggio 2020, ore 10:00


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Ancona, 18 maggio 2020 – “Le misure messe in campo dal governo per il settore del turismo sono assolutamente inadeguate e insufficienti” così Ludovico Scortichini, presidente del raggruppamento delle imprese del settore Turismo di Confindustria Marche Nord, sottolinea la necessità di un decreto ben più consistente e interamente dedicato al turismo “un settore che è in ginocchio e che, se non venissero adottate misure straordinarie e concrete, non si rialzerà più. La Francia ha previsto un piano di 18 mld solo per turismo mentre in Italia, il paese che è al primo posto nel mondo come meta turistica desiderata, mettiamo in campo risorse minime. E questo è ancora più vero per il turismo marchigiano che proprio quest’anno avrebbe potuto approfittare del riconoscimento da parte di Lonely Planet come seconda regione più bella del mondo, e che invece si troverà ad affrontare una situazione drammatica con anche rilevanti perdite di posti di lavoro”.

E proprio su questo tema Scortichini precisa: “Servono prestiti e mutui a 30 anni a tasso fisso minimo, a fronte del mantenimento della forza lavoro. 18 settimane per gli ammortizzatori sociali non sono assolutamente sufficienti, per noi la cassa in deroga va allungata almeno fino a dicembre visto che tanti paesi apriranno forse solo dopo l’estate ai turismi italiani e il turismo solo in Italia e’ solo una chimera se consideriamo le condizioni economiche della maggior parte delle persone e le poche ferie da usare”.

Il presidente del raggruppamento delle imprese del settore Turismo critica inoltre la soglia dei 5 milioni di euro previsti per ottenere finanziamenti a fondo perduto per le imprese turistiche, come attualmente previsto nel decreto. “La soglia inserita – spiega - taglia di fatto fuori tutte le medie e grandi imprese turistiche italiane, in particolare esclude oltre il 99% dei tour operator che stanno registrando una perdita di fatturato pari al 75%”. Il fondo emergenze per agenzie di viaggi e tour operator infatti, che prevede uno stanziamento pari a 25 milioni di euro è ridicolo, servirebbero almeno 750 milioni: i 25 milioni inseriti rappresentano di fatto lo 0,33% del fatturato che le imprese di turismo organizzato, i tour operator e le agenzie esprimono”.

“E da ultimo - chiosa - va immediatamente trovata una soluzione per sollevare i datori di lavoro dalla responsabilità in caso di infezione da COVID-19 di un dipendente: il rischio di contenziosi e cause infinite a fronte dell’impossibilità nell’accertare la modalità e il luogo dell’infezione porterà ad una drastica diminuzione delle assunzioni, già falcidiate dalla stagione compromessa e dalla mancanza di regole e tempi chiari sulle riaperture. 

“Tutto questo - aggiunge Scortichini - mentre lo Stato sta dando ad Alitalia 3 mld e 700 milioni! Che si aggiungono, secondo stime del Sole24Ore, agli oltre 8 miliardi già dati”.

Ma non si ferma qui: “Vogliamo parlare del bonus vacanza? 2,4 mld stanziati e sono già finiti!! Il bonus vacanza come ipotizzato è assolutamente inutile ed è solo una operazione di marketing politico. Occorre portare l’ISEE di riferimento ad almeno 50.000 euro e rendere lo stesso direttamente incassabile. non è immaginabile che le imprese che attendevano un aiuto sulla liquidità diventino invece finanziatrici dello stato facendosi carico del 90% del valore del bonus come anticipo da portare in compensazione tributaria a fine anno”. E’ ora di cambiare passo - conclude- e sostenere con misure concrete e immediate un settore che rischia di non risollevarsi più”.