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Diego Mingarelli: siamo molto preoccupati, alle aziende serve liquidità immediata

Le aziende fanno i conti con le scadenze di fine aprile e con l’eccessiva burocrazia del sistema bancario



MARIA GIOVANNA GALLO



DATA DI PUBBLICAZIONE
Venerdi 24 Aprile 2020, ore 10:29


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“Siamo molto preoccupati visto l’avvicinarsi delle scadenze della fine del mese di aprile, che è stato il primo mese completo di lockdown. Alle aziende serve liquidità immediata, perché è l’ossigeno che consente loro di vivere. Se continuiamo così saranno sempre di più le aziende che faranno fatica a onorare i pagamenti e si creerà un pericoloso circolo vizioso che colpirà l’intero sistema economico” così Diego Mingarelli, Vice presidente Piccola Industria Confindustria e delegato al credito di Confindustria Marche.

Secondo dati Prometeia quasi un terzo delle imprese ha riserve solo di due mesi per coprire le esigenze derivanti dal capitale di funzionamento e il 43% delle imprese manifatturiere avrebbero difficoltà a coprire i costi fissi con la liquidità disponibile in azienda.

“Gli annunci del Governo parlavano di ‘liquidità immediata’ - spiega Mingarelli - ma con il Decreto sono state fornite solo ‘garanzie’ e la sua applicazione è in balia della burocrazia. Un esempio: sono trascorsi quasi 20 giorni ma i moduli per le richieste al fondo centrale di garanzia sono arrivati solo ieri. In questa complicata fase le imprese devono ‘comprare tempo’: il tempo necessario per riorganizzarsi e ristrutturarsi. Nuovo debito bancario sicuramente aiuta, ma non può essere l’unica soluzione”. 

Confindustria aveva chiesto liquidità immediata a costo zero rimborsabile in 30 anni: il Governo ha risposto con garanzie per sostenere debiti da restituire in 6 anni. Un tempo troppo breve per le aziende che saranno chiamate a una ristrutturazione pesante.

“All’urgenza del provvedimento non è corrisposta inoltre una semplificazione delle procedure bancarie - aggiunge il delegato al credito di Confindustria Marche -. Come sempre le banche dovranno fare istruttoria e delibera, e stanno chiedendo numerosi adempimenti alle aziende, tra i quali il previsionale di quest’anno, e talvolta anche quello degli anni futuri.”.

In un momento come questo in cui prevedere gli effetti economici di una crisi che non ha precedenti nella storia economica recente è decisamente difficile, sarà fondamentale il ruolo di Confindustria.

“Il sistema Confindustria delle Marche si è attivato per offrire il massimo supporto alle imprese. – conclude Mingarelli - Siamo a fianco degli imprenditori per supportarli in tutte le scelte strategiche di finanza, che vanno dall’individuazione della quantità corretta di debito da richiedere, alla preparazione di un previsionale a 5 anni, fino alla presentazione della richiesta alle banche nel minor tempo possibile”.

Anche la Regione Marche si è attivata con una Legge specifica che ha messo a disposizione risorse per 14 milioni di euro. “Sarebbe auspicabile - conclude Mingarelli - l’allargamento non solo degli importi finanziabili ma anche delle risorse messe a disposizione, per poter supportare tutte le PMI marchigiane”.