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Lo smantellamento del Jobs Act? Un provvedimento che penalizza la flessibilità del lavoro

Claudio Schiavoni, presidente di Confindustria Marche, sul decreto “Dignità”



MARIA GIOVANNA GALLO



DATA DI PUBBLICAZIONE
Mercoledi 4 Luglio 2018, ore 9:45


PAROLE CHIAVE
Comunicati, Notizie Tecniche


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Ancona, 3 luglio 2018 – “Un provvedimento che penalizza in modo significativo quella flessibilità del mondo del lavoro che è condizione necessaria per garantire la competitività delle nostre aziende”: così Claudio Schiavoni, presidente di Confindustria Marche, commenta a caldo il Decreto Dignità. “Fatta salva la quanto mai doverosa analisi puntuale, che ci riserviamo di fare dopo che il provvedimento avrà passato l’iter necessario, il decreto ci sembra distonico rispetto al trend dell’organizzazione del lavoro determinata prevalentemente dall’evoluzione tecnologica in atto. Nell’era Industria 4.0 cambia la concezione del rapporto di lavoro, passando da una logica di scambio “salario- tempo” ad una di scambio “prestazione-tempo”. In altre parole, le aziende hanno sempre più bisogno di risorse pensanti, motivate e competenti.

“La dignità del lavoro – ha aggiunto Schiavoni - non dipende dal tempo di lavoro e dalla sua durata, ma è un valore in sé che va sempre salvaguardato. Pensare che la dignità sia solo in funzione della sicurezza genera differenze non giustificabili verso i lavoratori tutti. La nostra Costituzione tutela il lavoro in qualsiasi forma esso si realizzi!

“Capisco che la lotta al precariato sia un cavallo di battaglia del nuovo Governo - ha concluso - e ribadisco che noi imprenditori siamo i primi a prediligere i contratti a tempo indeterminato: siamo abituati ad investire sulle persone e a capitalizzare il nostro investimento! Altro è che un inasprimento della rigidità in uscita, così come di quella in entrata, non favorisce né il lavoratore né il datore di lavoro. Perché ogni volta che si fanno modifiche a provvedimenti si tende sempre a complicare le cose invece di puntare alla semplificazione?”