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Caso AIRBUS: elenco prodotti UE oggetto dei dazi compensativi da parte USA

I nuovi dazi scatteranno a decorrere dal 18 ottobre prossimo



UMBERTO MARTELLI



DATA DI PUBBLICAZIONE
Mercoledi 9 Ottobre 2019, ore 10:02


PAROLE CHIAVE
Notizie Tecniche, Internazionalizzazione, Markexport


ALLEGATI
Airbus_dazi compensativi USA.zip (1MB)


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Il 2 ottobre scorso gli Stati Uniti hanno ottenuto il via libera ufficiale dal WTO per l’imposizione di dazi compensativi su prodotti importati dall’UE per un valore annuo di 7,49 miliardi di USD, corrispondenti all’1,5% dell’import totale USA dall’UE. Il provvedimento è stato assunto in risposta ai sussidi erogati da alcuni Paesi UE a favore del consorzio Airbus e determina la sanzione più pesante finora mai imposta dal WTO in una controversia commerciale.

Lo United States Trade Representative (USTR) ha reso nota la lista di beni che saranno oggetto, a partire dal 18 ottobre prossimo, dei dazi addizionali.

L’elenco (si veda allegato) è composto da 15 sezioni, ciascuna delle quali include alcune specifiche categorie di prodotti identificati con codici doganali della nomenclatura statunitense a 8 digit e il dettaglio dei Paesi UE ai quali verrà applicato il dazio. La prima (Section 1) riguarda gli aeromobili per il trasporto passeggeri realizzati nei quattro Paesi membri del consorzio Airbus (Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna), per i quali è previsto un dazio addizionale del 10%. Le restanti 14 Sezioni colpiscono invece, in misura diversa, i 28 Stati membri UE con un dazio aggiuntivo del 25% e riguardano in prevalenza prodotti agricoli e alimentari.

Il valore totale delle importazioni USA dall’UE oggetto dei dazi compensativi ammonta a 10,9 miliardi di USD (flussi 2018). La sezione più rilevante in termini di incidenza è, come prevedibile, la n. 1 (quella riguardante gli aerei), il cui import negli USA lo scorso anno è stato pari a 5,1 miliardi di USD (oltre il 46% del totale). Seguono nell’ordine la n. 2 (con 1,58 miliardi di USD, composta da alcolici e prodotti tessili) e la n. 7 (con 1,54 miliardi di USD, rappresentata da olive e vini).

L’Italia è coinvolta in 9 delle 15 sezioni: la 6 e quelle comprese fra la 8 e la 15.

La Francia è il Paese UE potenzialmente destinato a pagare il prezzo più alto dall’imposizione delle nuove tariffe (4,6 miliardi di USD il valore dell’import negli USA su cui saranno applicati i dazi compensativi autorizzati dal WTO). Seguono nell’ordine gli altri membri del consorzio Airbus: Germania (2,4 miliardi USD), Gran Bretagna (1,9 miliardi USD) e Spagna (con 812 milioni USD). L’Italia si colloca al quinto posto con beni importati dagli USA per 468 milioni di USD, cifra corrispondente a meno dell’1% degli acquisti statunitensi dal nostro paese.

Fra i beni oggetto dei nuovi dazi figurano, fra gli altri, il whisky inglese, l’olio di oliva spagnolo, il caffè tedesco, i liquori realizzati in Germania, Irlanda, Italia e Spagna, il vino francese e alcuni formaggi tipici europei, molti dei quali italiani. Restano invece esclusi altri prodotti tipici del made in Italy come la pasta, i vini o i prosciutti DOP.

I nuovi dazi entreranno in vigore a partire dal 18 ottobre, avendo gli USA richiesto la convocazione di una seduta ad hoc del Dispute Settlement Body per la ratifica del provvedimento, prevista per il giorno 14 ottobre. Lo USTR ha comunque specificato che la misura adottata non ha carattere definitivo, riservandosi il diritto di aumentare in qualsiasi momento, anche fino al 100%, il valore dei dazi o l’elenco dei beni colpiti.

Va rilevato che l’elenco dei beni su cui gli USA hanno distribuito l’ammontare di import aggredibile dai nuovi dazi è sostanzialmente diverso rispetto a quello circolato in via preliminare prima dell’estate. L’elenco diffuso il 2 ottobre scorso ha infatti tenuto conto in maniera ben più oggettiva del ruolo che ciascun Paese europeo ha all’interno del consorzio Airbus e che ha assunto nella concessione dei sussidi ritenuti illeciti da parte del WTO. Una circostanza, questa, che appariva tutt’altro che scontata fino alle scorse settimane.

Va inoltre evidenziato che l’applicazione dei dazi USA trova piena legittimazione nella giurisprudenza multilaterale e non è pertanto direttamente ascrivibile alla guerra commerciale in atto tra le due sponde dell’Atlantico avviata il 1° giugno 2018 con l’imposizione di dazi sull’acciaio e sull’alluminio. E’ tuttavia evidente che essa si inserisce in tale contesto e rafforza l’approccio marcatamente unilaterale degli USA. Dal canto suo, la UE ha già da tempo individuato una lista di prodotti USA da colpire con dazi addizionali una volta che il WTO si sarà pronunciato nel giudizio parallelo promosso dalla UE contro Boeing. Sono stati individuati beni il cui valore all’import dagli USA ammonta a circa 20 miliardi di USD. La selezione di quelli da tassare avverrebbe, secondo indiscrezioni, in maniera estremamente selettiva in modo da colpire in misura maggiore gli Stati federali strategici per la rielezione di Trump nel 2020. La sentenza definitiva è attesa per marzo-aprile del prossimo anno.

Per maggiori informazioni vi invitiamo a contattare i nostri uffici o a consultare la documentazione allegata:

  • elenco dei codici doganali interessati dai nuovi dazi, con indicazione per ciascuno della categoria merceologica di riferimento, del dazio attuale medio applicato dagli USA e del dazio aggiuntivo destinato ad entrare in vigore dal 18/10;
  • flussi di importazione USA dai singoli Paesi europei per i beni inclusi nelle 15 Sezioni di cui si compone la lista pubblicata dallo USTR il 2 ottobre;
  • dettaglio import dall’Italia per ciascuna delle linee tariffarie che interessano il nostro Paese, con la specifica del dazio attuale e della tariffa maggiorata che entrerà in vigore dal 18/10.