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Intelligenza Artificiale e settore meccanico

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Bando CONAI per l’ecodesign degli imballaggi

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#SocialWall

𝗔𝘁𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀: 𝗹𝗮 𝘃𝗼𝗰𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼, 𝗹’𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗶𝗺𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲
𝘈𝘴𝘤𝘰𝘭𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘤𝘰𝘴𝘵𝘳𝘶𝘪𝘳𝘦

Non abbiamo contato chi parte, abbiamo scelto di ascoltarli. Grazie al contributo di quasi mille giovani, abbiamo trasformato aspettative e visioni in un progetto concreto per le Marche. Non chiamatela fuga: è una scelta consapevole. Ogni talento è una risorsa che non va trattenuta, ma coinvolta. La nostra roadmap parte da qui: creare una rete tra i professionisti marchigiani nel mondo e il territorio, superando il dilemma tra restare e tornare per trasformare la distanza in una nuova forma di valore.

𝙇’𝙖𝙩𝙩𝙧𝙖𝙩𝙩𝙞𝙫𝙞𝙩𝙖̀ 𝙚̀ 𝙧𝙚𝙡𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚, 𝙘𝙤𝙣𝙣𝙚𝙨𝙨𝙞𝙤𝙣𝙚, 𝙫𝙞𝙨𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙘𝙤𝙣𝙙𝙞𝙫𝙞𝙨𝙖.

@diegomingarelli

#ConfindustriaAncona #AssembleaGenerale2025 #Attrattività #Marche #Impresa #Giovani #Talenti #Community #Futuro

𝗙𝗔𝗥𝗘 𝗦𝗜𝗦𝗧𝗘𝗠𝗔 𝗣𝗘𝗥 𝗖𝗢𝗠𝗣𝗘𝗧𝗘𝗥𝗘
Parte da Portonovo un percorso che vuole lasciare il segno: prende forma il progetto di aggregazione tra Confindustria Ancona, Fermo e Macerata.
Un cambio di paradigma di portata storica, destinato a ridefinire il profilo della rappresentanza industriale nelle Marche.
Il progetto aggregativo, in piena sintonia con Confindustria nazionale, coinvolge oltre 1.200 imprese e punta a rafforzare le connessioni industriali, generando un salto di qualità nei servizi e nei principali ambiti strategici: transizione energetica, innovazione digitale, internazionalizzazione e politiche industriali.

Per il Presidente di Confindustria Fermo, Fabrizio Luciani, al centro c’è il valore della responsabilità istituzionale verso il cambiamento:
«Le Confindustria territoriali non possono restare immobili davanti a un mondo che cambia: le aziende chiedono risposte adeguate e questa aggregazione è la scelta necessaria per interpretare il nostro mandato».

“Ampliare la rappresentanza significa migliorare la qualità dei corpi intermedi e rafforzarne il ruolo. Più imprese coinvolte significa visioni più articolate, maggiore competenza e decisioni più aderenti alla realtà. Una base più ampia rafforza la legittimità e rende l’azione più efficace e incisiva.” Diego Mingarelli

Secondo Marco Ragni, Presidente di Confindustria Macerata, l’integrazione tra le filiere è la base della credibilità sui tavoli decisionali:
«Oggi la sfida è avere il peso necessario per incidere sulle politiche industriali, superando il rischio di marginalità locale. Questo percorso non è un disegno imposto, ma nasce dalla consapevolezza delle imprese e dai legami reali tra le filiere per costruire un sistema più solido e competitivo».

Il percorso sarà graduale e partecipato, con un orizzonte fissato al 2028, ma già oggi si configura come un cantiere inclusivo, pronto ad accogliere l’intero sistema confindustriale marchigiano.
Una scelta strategica che guarda lontano.
Perché oggi, più che mai, la competitività si costruisce insieme

#ConfindustriaAncona #ConfindustriaFermo #ConfindustriaMacerata #SistemaImpresa #Marche #Filiere #Territorio

𝗙𝗔𝗥𝗘 𝗦𝗜𝗦𝗧𝗘𝗠𝗔 𝗣𝗘𝗥 𝗖𝗢𝗠𝗣𝗘𝗧𝗘𝗥𝗘
Parte da Portonovo un percorso che vuole lasciare il segno: prende forma il progetto di aggregazione tra Confindustria Ancona, Fermo e Macerata.
Un cambio di paradigma di portata storica, destinato a ridefinire il profilo della rappresentanza industriale nelle Marche.
Il progetto aggregativo, in piena sintonia con Confindustria nazionale, coinvolge oltre 1.200 imprese e punta a rafforzare le connessioni industriali, generando un salto di qualità nei servizi e nei principali ambiti strategici: transizione energetica, innovazione digitale, internazionalizzazione e politiche industriali.

Per il Presidente di @confindustriafermo, Fabrizio Luciani, al centro c’è il valore della responsabilità istituzionale verso il cambiamento:
«Le Confindustria territoriali non possono restare immobili davanti a un mondo che cambia: le aziende chiedono risposte adeguate e questa aggregazione è la scelta necessaria per interpretare il nostro mandato».

“Ampliare la rappresentanza significa migliorare la qualità dei corpi intermedi e rafforzarne il ruolo. Più imprese coinvolte significa visioni più articolate, maggiore competenza e decisioni più aderenti alla realtà. Una base più ampia rafforza la legittimità e rende l’azione più efficace e incisiva.” @diegomingarelli

Secondo Marco Ragni, Presidente di @confindustriamacerata, l’integrazione tra le filiere è la base della credibilità sui tavoli decisionali:
«Oggi la sfida è avere il peso necessario per incidere sulle politiche industriali, superando il rischio di marginalità locale. Questo percorso non è un disegno imposto, ma nasce dalla consapevolezza delle imprese e dai legami reali tra le filiere per costruire un sistema più solido e competitivo».

Il percorso sarà graduale e partecipato, con un orizzonte fissato al 2028, ma già oggi si configura come un cantiere inclusivo, pronto ad accogliere l’intero sistema confindustriale marchigiano.
Una scelta strategica che guarda lontano.
Perché oggi, più che mai, la competitività si costruisce insieme

#ConfindustriaAncona #ConfindustriaFermo #ConfindustriaMacerata #SistemaImpresa #Marche #Filiere #Territorio

Il decreto fiscale pubblicato in questi giorni introduce misure che colpiscono in modo diretto e retroattivo le imprese che hanno investito nell’ambito della Transizione 5.0.

Parliamo di aziende che hanno preso decisioni industriali rilevanti sulla base di regole definite e di impegni assunti, e che oggi si trovano di fronte a un cambiamento improvviso e penalizzante.

Il taglio del 65% del credito d’imposta e l’esclusione di alcuni investimenti in energie rinnovabili rischiano di compromettere non solo i singoli progetti, ma il rapporto di fiducia tra imprese e istituzioni.

Il presidente di Confindustria Ancona, Diego Mingarelli commenta:
“Non è solo una questione economica. È una questione di credibilità.
Le imprese hanno investito seguendo regole precise e indicazioni chiare. Cambiarle a posteriori significa scaricare su di loro il costo dell’incertezza e mettere in discussione il principio del legittimo affidamento.”

In una fase già complessa, segnata da instabilità energetica e trasformazioni profonde, diventa fondamentale garantire continuità e coerenza nelle politiche industriali.

“Prima di introdurre nuove misure, è necessario rispettare gli impegni presi. La priorità oggi è dare una risposta concreta alle imprese che hanno già investito.”

Confindustria Ancona, in linea con la posizione di Confindustria, chiede quindi un intervento rapido per ristabilire condizioni di equità e certezza, elementi indispensabili per sostenere investimenti, innovazione e crescita

Il decreto fiscale pubblicato in questi giorni introduce misure che colpiscono in modo diretto e retroattivo le imprese che hanno investito nell’ambito della Transizione 5.0.

Parliamo di aziende che hanno preso decisioni industriali rilevanti sulla base di regole definite e di impegni assunti, e che oggi si trovano di fronte a un cambiamento improvviso e penalizzante.

Il taglio del 65% del credito d’imposta e l’esclusione di alcuni investimenti in energie rinnovabili rischiano di compromettere non solo i singoli progetti, ma il rapporto di fiducia tra imprese e istituzioni.

Il presidente di Confindustria Ancona, @diegomingarelli, commenta:
“Non è solo una questione economica. È una questione di credibilità.
Le imprese hanno investito seguendo regole precise e indicazioni chiare. Cambiarle a posteriori significa scaricare su di loro il costo dell’incertezza e mettere in discussione il principio del legittimo affidamento.”

In una fase già complessa, segnata da instabilità energetica e trasformazioni profonde, diventa fondamentale garantire continuità e coerenza nelle politiche industriali.

“Prima di introdurre nuove misure, è necessario rispettare gli impegni presi. La priorità oggi è dare una risposta concreta alle imprese che hanno già investito.”

Confindustria Ancona, in linea con la posizione di @confindustria, chiede quindi un intervento rapido per ristabilire condizioni di equità e certezza, elementi indispensabili per sostenere investimenti, innovazione e crescita

ll porto non è solo un’infrastruttura, ma un pezzo fondamentale della nostra industria. Per un territorio fortemente orientato all’export, il Porto di Ancona rappresenta uno snodo strategico per la competitività delle imprese.

Lo ha sottolineato il Presidente di Confindustria Ancona, Diego Mingarelli , intervenendo questa mattina ad Ancona all’incontro “Porto, Territorio, Paese: il Mare Adriatico Centrale”, organizzato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale.

«A condizione che funzioni davvero – ha spiegato Mingarelli – il porto deve essere efficiente, integrato e capace di rispondere alle esigenze delle filiere produttive di cui è terminale. Penso in particolare alla nautica, uno dei settori di eccellenza del nostro territorio, che genera valore, lavoro e identità industriale e che necessita di un sistema portuale all’altezza delle sfide. Le priorità sono chiare: accessibilità, fondali, intermodalità, spazi e digitalizzazione. E in questo contesto non possiamo perdere di vista opportunità importanti come le Zone Franche Doganali, strumenti concreti per ridurre i costi e aumentare l’efficienza del sistema».

Sul tema ETS, il Presidente Mingarelli ha condiviso la forte preoccupazione espressa dal Presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, riguardo al rischio di trasformare la transizione ecologica in un elemento di costo e perdita di competitività per l’industria europea. «Si tratta di una sfida necessaria, ma deve essere sostenibile anche economicamente. Se il costo ricade sulle imprese, si rischia un pericoloso effetto boomerang».

ll porto non è solo un’infrastruttura, ma un pezzo fondamentale della nostra industria. Per un territorio fortemente orientato all’export, il Porto di Ancona rappresenta uno snodo strategico per la competitività delle imprese.

Lo ha sottolineato il Presidente di Confindustria Ancona, @diegomingarelli, intervenendo questa mattina ad Ancona all’incontro “Porto, Territorio, Paese: il Mare Adriatico Centrale”, organizzato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale.

«A condizione che funzioni davvero – ha spiegato Mingarelli – il porto deve essere efficiente, integrato e capace di rispondere alle esigenze delle filiere produttive di cui è terminale. Penso in particolare alla nautica, uno dei settori di eccellenza del nostro territorio, che genera valore, lavoro e identità industriale e che necessita di un sistema portuale all’altezza delle sfide. Le priorità sono chiare: accessibilità, fondali, intermodalità, spazi e digitalizzazione. E in questo contesto non possiamo perdere di vista opportunità importanti come le Zone Franche Doganali, strumenti concreti per ridurre i costi e aumentare l’efficienza del sistema».

Sul tema ETS, il Presidente Mingarelli ha condiviso la forte preoccupazione espressa dal Presidente di @confindustria, Emanuele Orsini, riguardo al rischio di trasformare la transizione ecologica in un elemento di costo e perdita di competitività per l’industria europea. «Si tratta di una sfida necessaria, ma deve essere sostenibile anche economicamente. Se il costo ricade sulle imprese, si rischia un pericoloso effetto boomerang».

Un hub del futuro dove si incontrano orientamento, innovazione e lavoro.

Alla Mole Vanvitelliana, il LABDAY di Confindustria Ancona ha coinvolto oltre 500 studenti in una giornata di esperienze concrete, laboratori e confronto diretto con imprese, università ed enti di formazione pensata per avvicinare i giovani alle competenze STEM e alle professioni emergenti.

L’iniziativa è parte del progetto INSPIRE – INnovative STEM Pathways in Education, Technology, and Creativity, finanziato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa Sociale. L'intervento è promosso dal Centro Papa Giovanni XXIII Formazione CPG , in partenariato con il Dipartimento di Ingegneria Industriale e Scienze Matematiche e il Dipartimento di Management dell’Università Politecnica delle Marche, Univpm Università Politecnica delle Marche , Confindustria Ancona e SO.GE.S.I. Srl Unipersonale.

«Rendere il nostro territorio attrattivo per i giovani è una priorità. Il LABDAY nasce per avvicinare i ragazzi alle competenze richieste dal sistema produttivo e aiutarli a compiere scelte più mirate e consapevoli. Dobbiamo creare le condizioni affinché possano scegliere di restare nelle Marche, costruire qui il proprio futuro o magari tornarci in futuro» ha dichiarato il Presidente Diego Mingarelli.

Il Vicepresidente di Confindustria Ancona con delega al capitale umano e ai rapporti con la scuola, Michele Casali, ha richiamato i ragazzi a una visione dinamica del lavoro: «Oggi la vera sfida non è solo ciò che sappiamo, ma come sappiamo evolvere. Sviluppare la capacità di adattarsi ai cambiamenti è la competenza fondamentale per affrontare il domani: mettetevi in gioco con protagonismo davanti alle grandi trasformazioni che ci attendono».

Un chiaro invito alle nuove generazioni a mettersi in gioco per affrontare le grandi trasformazioni economiche, sociali e tecnologiche e ad avvalersi di esperienze come il LABDAY che si conferma uno spazio di connessione tra scuola, università e impresa, capace di accompagnare i giovani nella costruzione del proprio futuro.

#ConfindustriaAncona #LABDAY #Giovani #STEM #Orientamento #impresa

Un hub del futuro dove si incontrano orientamento, innovazione e lavoro.

Alla Mole Vanvitelliana, il LABDAY di Confindustria Ancona ha coinvolto oltre 500 studenti in una giornata di esperienze concrete, laboratori e confronto diretto con imprese, università ed enti di formazione pensata per avvicinare i giovani alle competenze STEM e alle professioni emergenti.

L’iniziativa è parte del progetto INSPIRE – INnovative STEM Pathways in Education, Technology, and Creativity, finanziato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa Sociale. L'intervento è promosso dal Centro Papa Giovanni XXIII in partenariato con il Dipartimento di Ingegneria Industriale e Scienze Matematiche e il Dipartimento di Management dell’Università Politecnica delle Marche, Confindustria Ancona e SO.GE.S.I. Srl Unipersonale.

«Rendere il nostro territorio attrattivo per i giovani è una priorità. Il LABDAY nasce per avvicinare i ragazzi alle competenze richieste dal sistema produttivo e aiutarli a compiere scelte più mirate e consapevoli. Dobbiamo creare le condizioni affinché possano scegliere di restare nelle Marche, costruire qui il proprio futuro o magari tornarci in futuro» ha dichiarato il Presidente @diegomingarelli .

Il Vicepresidente di Confindustria Ancona con delega al capitale umano e ai rapporti con la scuola, Michele Casali, ha richiamato i ragazzi a una visione dinamica del lavoro: «Oggi la vera sfida non è solo ciò che sappiamo, ma come sappiamo evolvere. Sviluppare la capacità di adattarsi ai cambiamenti è la competenza fondamentale per affrontare il domani: mettetevi in gioco con protagonismo davanti alle grandi trasformazioni che ci attendono».

Un chiaro invito alle nuove generazioni a mettersi in gioco per affrontare le grandi trasformazioni economiche, sociali e tecnologiche e ad avvalersi di esperienze come il LABDAY che si conferma uno spazio di connessione tra scuola, università e impresa, capace di accompagnare i giovani nella costruzione del proprio futuro.

#ConfindustriaAncona #LABDAY #Giovani #STEM #Orientamento #Impresa

@formazionecpg , @fondo_repubblicadigitale , @univpm , @diism.univpm, @dima_univpm